Introduzione
Le agenzie di marketing digitale si trovano spesso in una posizione scomoda.
Molte sono piccole e medie imprese (PMI), con tutti i vincoli pratici che ne derivano. Tuttavia, spesso viene loro affidato l’accesso ai sistemi, ai dati, agli account e alle piattaforme di clienti più grandi, dove le aspettative in materia di sicurezza, la complessità e le conseguenze possono essere di portata completamente diversa. Tuttavia, quando si verifica un incidente di sicurezza, i clienti chiederanno quali misure di sicurezza erano state messe in atto, non quanto ci si dispiaccia per l’accaduto.
Questo è il motivo per cui la sicurezza rappresenta una sfida in tali agenzie.
L’indagine sulle violazioni della sicurezza informatica 2025/2026 del governo britannico ha rilevato che il 42% delle microimprese e il 46% delle piccole imprese avevano individuato una violazione o un attacco alla sicurezza informatica nei 12 mesi precedenti.
La superficie di attacco è ampia, in costante evoluzione e comprende strumenti, persone, dispositivi, account e sistemi di archiviazione. In alcuni casi, l’agenzia potrebbe lavorare per un cliente che attribuisce un’elevata priorità alla sicurezza e che insiste affinché tutto il lavoro venga svolto esclusivamente su dispositivi di sua proprietà e su piattaforme da lui controllate.
L’agenzia potrebbe poi passare a servire clienti più piccoli, per i quali l’agenzia, insieme al proprio personale e ai collaboratori esterni, è responsabile di gran parte degli aspetti pratici della sicurezza.
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Le situazioni di sicurezza sono piuttosto diverse e le agenzie devono gestire entrambe.
La sicurezza informatica va oltre il GDPR e i dati personali
È proprio questo il punto in cui la questione viene spesso fraintesa.
Molte organizzazioni associano ancora la sicurezza informatica principalmente al GDPR e ai dati personali; naturalmente, questi aspetti sono importanti, ma costituiscono solo una parte del quadro complessivo. Nei casi in cui un account sui social media venga compromesso, un dominio venga sequestrato, un account sui media a pagamento venga utilizzato in modo improprio, un CMS venga violato o le risorse di una campagna vengano bloccate o distrutte, le conseguenze possono essere immediate e avere un impatto commerciale anche se i dati personali non sono la preoccupazione principale.
Le agenzie sono viste come un modo più semplice per approfittare di clienti più grandi e facoltosi che dispongono di dati più sensibili; di conseguenza, potrebbero trovarsi ad affrontare attacchi più sofisticati, ad esempio attacchi di phishing, attacchi ransomware, compromissione degli account, attacchi alla catena di fornitura e intrusioni mirate. Il fatto è che le agenzie sono generalmente vulnerabili sia alle minacce sofisticate che alle normali incongruenze.
Ecco perché la vera difficoltà non sta nell’individuare un’unica soluzione miracolosa, ma nell’adottare con coerenza un approccio che metta la sicurezza al primo posto in tutte le situazioni, per quanto diverse possano essere.
Perché le agenzie subiscono pressioni in materia di sicurezza informatica
Le agenzie fanno parte della catena di fornitura del cliente; ad esempio, anche una piccola agenzia può avere accesso ad ambienti di grande valore quali:
- Piattaforme CRM e di email marketing
- Sistemi di gestione dei contenuti dei siti web
- Piattaforme di media a pagamento e rapporti di fatturazione
- Account sui social media
- Strumenti di analisi e gestione dei tag
- Risorse di design e materiali delle campagne
- Cartelle condivise contenenti documenti dei clienti, esportazioni di dati o report
In numerosi casi l’agenzia riunisce anche il proprio personale, collaboratori freelance, specialisti esterni e parti interessate dal lato del cliente. Ciò comporta un rapido aumento della complessità.
Il rapporto “2026 Data Breach Investigations Report” di Verizon ha rilevato che terze parti erano coinvolte nel 48% delle violazioni presenti nel proprio dataset. Ciò contribuisce a spiegare perché i clienti esaminino attentamente le pratiche di sicurezza dei propri fornitori.
I clienti sollevano quindi una domanda legittima: il modo di lavorare dell’agenzia potrebbe esporli a rischi?
Perché la sicurezza informatica è difficile per le agenzie di marketing digitale
Normalmente, le agenzie non hanno bisogno di l’ennesimo avvertimento generico sui rischi informatici; ciò di cui hanno bisogno è una descrizione realistica delle difficoltà legate all’implementazione della sicurezza nella loro situazione specifica.
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La difficoltà è generalmente dovuta a quattro fattori.
1. L’ambiente è in continua evoluzione
I team cambiano, i freelance vanno e vengono, le campagne vengono lanciate e concluse e, poiché clienti diversi richiedono l’accesso a strumenti e piattaforme differenti, le soluzioni temporanee diventano permanenti più rapidamente di quanto chiunque si aspettasse.
I rischi si accumuleranno lentamente se l’accesso e le prassi di lavoro non vengono rivisti regolarmente.
2. La superficie di attacco è ampia
La maggior parte delle organizzazioni combina i propri sistemi con quelli dei propri clienti e con strumenti forniti da terze parti specializzate. I file possono essere archiviati in più di una posizione. I dati di autenticazione potrebbero essere richiesti su diverse piattaforme. I membri del personale potrebbero passare da un account all’altro e da un ambiente all’altro nel corso della giornata.
Il problema non è semplicemente il numero di strumenti disponibili, ma se a tutti vengano applicati gli stessi principi.
3. Gli effetti vanno oltre la privacy
È ancora vero che molte agenzie considerano la sicurezza principalmente come una questione legata al GDPR. Questo approccio è troppo limitato. Le conseguenze possono includere:
- Perdita di controllo sui social media
- Abuso dei budget destinati ai media a pagamento
- Interruzioni del sito web o del dominio
- Perdita di risorse creative
- Informazioni riservate relative alle campagne compromesse
- Danno alla fiducia dei clienti
- Interruzione della distribuzione
Per un’agenzia, queste conseguenze possono essere gravi quanto una classica violazione dei dati personali.
4. Le persone lavorano sotto pressione
È normale che la maggior parte dei dipendenti e dei liberi professionisti sia impegnata a realizzare campagne, a rispondere alle richieste dei clienti e a rispettare le scadenze, piuttosto che a svolgere il ruolo di specialisti della sicurezza.
Il problema è che la maggior parte delle persone non è consapevole di ciò che non conosce. Ad esempio, potrebbero prendere scorciatoie, utilizzare un luogo di archiviazione sbagliato, concedere l’accesso a troppe persone o gestire gli strumenti di intelligenza artificiale con noncuranza, semplicemente perché nessuno ha tradotto la sicurezza in linee guida pratiche per l’uso quotidiano. Ecco perché è importante adottare un approccio che metta la sicurezza al primo posto. Non si tratta di essere paranoici, ma piuttosto di stabilire principi chiari che rimangano validi anche in situazioni di pressione.
Cosa chiedono realmente i clienti più grandi
L’agenzia di solito considera una formalità burocratica il fatto che un cliente più grande le chieda di compilare un questionario sulla sicurezza e, in alcuni casi, lo è davvero, ma il più delle volte le domande poste hanno uno scopo pratico.
Vogliono sapere se siete in grado di dimostrare di avere il controllo su alcune aree fondamentali:
- Quali sono le informazioni sensibili e dove vengono conservate
- Se i dati sono protetti sia durante il trasferimento che quando sono archiviati
- Se l'accesso è limitato alle persone autorizzate
- Se viene applicata l'autenticazione a più fattori (MFA)
- Se l’accesso alle informazioni dei clienti avviene solo da sistemi autorizzati
- Se il personale comprenda le responsabilità di base in materia di sicurezza
- Se è possibile rilevare, segnalare ai livelli superiori e rispondere agli incidenti
- Se è possibile restituire o cancellare i dati in modo controllato al termine del lavoro
Ciò che vogliono sapere non è se la vostra agenzia sia perfetta, ma piuttosto se agisca come un partner affidabile.
Un quadro pratico di sicurezza informatica per le agenzie
La sicurezza informatica in qualsiasi agenzia non si ottiene quasi mai attraverso l’uso di un singolo prodotto, fornitore, badge o documento normativo; può essere migliorata solo attraverso l’applicazione coerente di un numero limitato di principi validi.
Un’azienda di supporto IT può aiutare le agenzie a mettere in pratica questi principi, dalla gestione degli accessi e dei dispositivi alla pianificazione dei backup e alla risposta agli incidenti.
Di seguito è riportato un quadro di riferimento pratico.
1. Controllare rigorosamente gli accessi
Applicare il principio del privilegio minimo; alle persone dovrebbe essere concesso l’accesso solo a ciò di cui hanno bisogno, per il periodo di tempo in cui ne hanno bisogno. Questa regola si applica anche ai liberi professionisti, ai collaboratori a breve termine e al personale interno che sta fornendo assistenza per una presentazione o un progetto.
2. Rafforzare la sicurezza degli account
Utilizzare l’autenticazione a più fattori (MFA) ogni volta che è possibile. Evitare, per quanto possibile, l’uso condiviso delle credenziali di accesso. Utilizzare un gestore di password adeguato in modo che l’accesso possa essere controllato e revocato in modo netto.
3. Stabilire regole chiare per dispositivi e ambienti
Alcune attività potrebbero dover essere svolte esclusivamente su sistemi di proprietà del cliente. Altre attività potrebbero essere svolte su dispositivi gestiti dall’agenzia. Siate chiari su ciò che è consentito in ciascuno scenario. Se i dispositivi personali rientrano in qualche modo nell’ambito di applicazione, definite le protezioni minime richieste.
4. Standardizzare l’archiviazione e la condivisione
Decidete dove devono essere archiviate le informazioni del cliente e come devono essere condivise, assicurandovi che il metodo approvato sia abbastanza semplice da non indurre le persone a ricorrere a soluzioni alternative.
5. Stabilire procedure rigorose di inserimento e uscita dal personale
I rischi per la sicurezza nelle agenzie tendono ad aumentare in presenza di cambiamenti. Poiché si aggiungono nuove persone, il personale viene trasferito, altri se ne vanno, vengono coinvolti liberi professionisti e si verificano cambiamenti nei progetti, sono necessarie chiare revisioni degli accessi.
6. Prepararsi alle situazioni lavorative reali
La formazione sulla sicurezza dovrebbe tenere conto del modo in cui il lavoro viene effettivamente svolto in agenzia: dovrebbe includere richieste urgenti, accesso ai social media, condivisione di file creativi, strumenti di intelligenza artificiale, account di più clienti e ambienti di lavoro diversi.
7. Essere pronti ad affrontare gli incidenti e il ripristino
Il fatto che un file si trovi nel cloud non significa automaticamente che sia facile da recuperare. È necessario sapere quali dati vengono sottoposti a backup, come funziona il ripristino e chi fa cosa nel caso in cui qualcosa vada storto.
8. Stabilire dei limiti all’uso dell’IA
Le agenzie non devono vietare l’IA per garantire la sicurezza. Devono invece definire cosa può essere incollato, caricato o generato utilizzando le informazioni dei clienti e quali strumenti sono approvati.
Nessuna di queste misure risolve da sola tutti i problemi. È proprio questo il punto. La sicurezza nelle agenzie non è un unico grande gesto. È l’applicazione ripetuta di controlli ragionevoli in un ambiente complesso.
Costruire un approccio coerente alla sicurezza informatica
La sicurezza informatica è difficile per le agenzie non perché siano particolarmente negligenti, ma perché spesso operano su una superficie di attacco ampia e mutevole, con clienti, strumenti e dispositivi diversi e livelli di controllo variabili.
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Parte del rischio deriva da minacce sofisticate. Parte deriva da semplici incongruenze. Le agenzie devono essere preparate ad affrontare entrambe.
Ecco perché la risposta non è una soluzione miracolosa. Si tratta di una mentalità che mette la sicurezza al primo posto, espressa attraverso principi pratici che possono essere applicati in modo coerente in circostanze mutevoli.
Se un’agenzia riesce a farlo, si trova in una posizione di gran lunga più solida per proteggere i propri servizi, salvaguardare la fiducia dei clienti e dimostrare di prendere sul serio le proprie responsabilità.
Per le agenzie prive di competenze interne dedicate, un supporto IT specializzato e servizi di sicurezza informatica per le agenzie di marketing digitale possono aiutare a stabilire e mantenere questi controlli man mano che i team, gli strumenti e le esigenze dei clienti cambiano.

