• Sviluppo

Come integrare un team di sviluppo dedicato in 30 giorni

  • Felix Rose-Collins
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  • 5 min read

Introduzione

La maggior parte dei contratti di outsourcing fallisce nel primo mese, non nel primo anno. Gli ingegneri sono qualificati e la tariffa è equa, ma il team trascorre settimane senza accesso alle risorse, al contesto o a priorità chiare. Quando il lavoro finalmente inizia, il cliente ha già perso fiducia nel modello.

Un team di sviluppo dedicato può raggiungere la piena produttività entro 30 giorni se il cliente si prepara adeguatamente. Il fornitore si occupa del reclutamento e dell’assunzione, ma solo il cliente è in grado di spiegare il prodotto, il codice e gli obiettivi aziendali. L’onboarding è un progetto condiviso, e la maggior parte del trasferimento di conoscenze spetta al cliente.

Prima del primo giorno: cosa preparare

La settimana prima della data di inizio determina la velocità con cui il team si muove. Gli ingegneri che aspettano tre giorni per l’accesso al repository perdono slancio, e il ritardo dà il tono all’intero incarico.

La preparazione richiede al cliente alcune ore di lavoro. Si tratta per lo più di attività amministrative, e una sola persona può occuparsi dell’intero elenco.

  • Accessi e account. Create account per il repository del codice, il sistema di tracciamento delle attività, la console cloud e i canali di comunicazione. Verificate ogni accesso prima della data di inizio.
  • Documentazione tecnica. Raccogliete in un unico posto i diagrammi dell’architettura, le descrizioni delle API e le guide di configurazione. I documenti obsoleti sono accettabili se qualcuno indica cosa è cambiato.
  • Referente. Assegnate una persona dal lato del cliente che risponda alle domande entro un giorno lavorativo. Questa persona è solitamente un responsabile tecnico o un product owner.
  • Backlog iniziale. Preparate da 10 a 15 attività di complessità bassa e media. Il team ha bisogno di attività che consentano di familiarizzare con il codice senza rischi per la produzione.

Settimana 1: accesso, contesto e primi compiti

La prima settimana è dedicata all’orientamento. Il team apprende cosa fa il prodotto, chi lo utilizza e come è organizzato il codice.

I risultati di questa settimana sono volutamente modesti. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro e effettuare una prima modifica integrata, non il rilascio di una funzionalità.

Giorni 1–2: Configurazione dell’ambiente

Il primo giorno, il cliente organizza una riunione iniziale. Il product owner illustra il modello di business, i principali gruppi di utenti e le priorità attuali. Il responsabile tecnico illustra l’architettura e il processo di implementazione.

Dopo la riunione, gli ingegneri configurano gli ambienti locali ed eseguono l’applicazione. È in questa fase che si verificano la maggior parte dei problemi di configurazione, pertanto il referente del cliente dovrebbe rimanere a disposizione per fornire risposte rapide.

Giorni 3–5: primi piccoli compiti

Ogni ingegnere prende in carico uno o due compiti dal backlog iniziale. In questa fase sono particolarmente indicati la correzione di bug, piccole modifiche all’interfaccia utente e il lavoro sulla copertura dei test. Si tratta di attività che prevedono l’utilizzo di codice reale ma comportano un rischio contenuto.

Ogni attività passa attraverso l’intero ciclo di revisione del codice, test e implementazione. Questo mostra al team come lavora il cliente e mette in luce tempestivamente eventuali lacune nel processo.

Settimana 2: Processi e ritmo di comunicazione

Nella seconda settimana, il team passa dai compiti individuali alle routine di squadra. Il cliente e il fornitore concordano su come pianificare, discutere e riferire sul lavoro.

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I team distribuiti necessitano di una struttura maggiore rispetto a quelli che lavorano nella stessa sede. I fusi orari e le differenze culturali rendono più difficile la comunicazione informale, pertanto il ritmo deve essere ben definito.

  • Riunioni quotidiane. Organizzate una breve chiamata in un orario che copra entrambi i fusi orari. Quindici minuti sono sufficienti per aggiornarsi sullo stato di avanzamento e sui blocchi.
  • Pianificazione dello sprint. Pianificate il lavoro in sprint di una o due settimane. Il product owner del cliente stabilisce le priorità e il team stima lo sforzo richiesto.
  • Regole per la revisione del codice. Concordate chi revisiona cosa e con quale tempistica. Un ritardo nella revisione superiore a un giorno rallenta l’intero team.
  • Aggiornamenti scritti. Richiedete un breve riassunto settimanale nel canale condiviso. Ciò garantisce visibilità alle parti interessate senza riunioni aggiuntive.
  • Percorso di escalation. Definire chi risolve gli ostacoli da ciascuna parte. L’account manager del fornitore gestisce le questioni relative al team, mentre il referente del cliente si occupa delle domande sul prodotto.

Settimane 3–4: Responsabilità e misurazione

Le ultime due settimane servono a verificare se l’inserimento ha funzionato. Il team si assume la piena responsabilità e entrambe le parti valutano i risultati in base a criteri chiari.

Questa fase evidenzia anche dove il processo necessita ancora di adeguamenti. È più facile risolvere piccoli problemi al giorno 25 che al giorno 90.

Consegna di una funzionalità reale

Nella terza settimana, assegnate al team una funzionalità completa dalla roadmap del prodotto. Dovrebbe richiedere decisioni di progettazione, lavoro su diverse parti del codice e un rilascio in produzione.

Il responsabile tecnico del cliente esamina l’approccio tecnico prima dell’inizio dello sviluppo. Dopodiché, il team si assume la piena responsabilità del lavoro, dalla stima alla distribuzione. Una supervisione troppo stretta in questa fase vanifica lo scopo.

Metriche da monitorare al giorno 30

Alla fine del mese, organizzate una riunione di revisione con il fornitore. Confrontate i risultati con le aspettative stabilite nella prima settimana e, ove possibile, utilizzate dati numerici.

  • Ritmo di consegna. Confrontate gli story point pianificati e completati negli ultimi due sprint. Un ritmo stabile è più importante di uno elevato.
  • Qualità del codice. Verificate la percentuale di pull request che superano la revisione al primo o al secondo tentativo. Le frequenti rielaborazioni indicano lacune nel contesto.
  • Volume delle richieste. Tieni traccia della frequenza con cui gli ingegneri chiedono aiuto al cliente. Il numero dovrebbe diminuire ogni settimana.
  • Feedback degli stakeholder. Chiedete al product owner e al responsabile tecnico una breve valutazione. Il loro punto di vista spesso rivela problemi che le metriche non rilevano.

Errori comuni nell’onboarding

La maggior parte dei ritardi nell’onboarding ha le stesse poche cause. Le aziende le ripetono perché all’inizio sembrano tutte di minore importanza.

  • Accesso tardivo. Gli account che arrivano il terzo giorno costano al team tre giorni di lavoro. Le approvazioni di sicurezza spesso richiedono più tempo del previsto, quindi è bene avviarle con anticipo.
  • Mancanza di contesto del prodotto. Gli ingegneri che non comprendono gli utenti prendono decisioni tecnicamente corrette ma inutili. Un’ora di spiegazione del prodotto fa risparmiare settimane di rielaborazione.
  • Troppi referenti. Quando cinque persone danno istruzioni, le priorità entrano in conflitto. Un unico decisore mantiene chiara la direzione.
  • Considerare il team come un elemento esterno. Canali separati e riunioni limitate creano una struttura a due livelli. I team che si integrano nelle routine del cliente si adattano più rapidamente.

Considerazioni finali

Trenta giorni sono sufficienti per portare un team dedicato alla piena produttività. Il risultato dipende meno dal fornitore e più da quanto il cliente sia in grado di preparare l’accesso, il contesto e priorità chiare.

Considerate l’onboarding come un progetto con responsabili, scadenze e una revisione finale. Un primo mese ben strutturato crea la fiducia necessaria per un impegno a lungo termine.

Felix Rose-Collins

Felix Rose-Collins

Ranktracker's CEO/CMO & Co-founder

Felix Rose-Collins is the Co-founder and CEO/CMO of Ranktracker. With over 15 years of SEO experience, he has single-handedly scaled the Ranktracker site to over 500,000 monthly visits, with 390,000 of these stemming from organic searches each month.

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